“Nuovo Immaginario Italiano” è la sezione della collana “Segni” pensata da Sinnos per riflettere sul processo di trasformazione che ha interessato la cultura italiana negli ultimi anni: il nostro immaginario si sta modificando, si sta arricchendo, e tutto questo con il contributo sempre più determinante dei migranti, grazie all’innesto delle loro tradizioni nella nostra e all’introduzione di prospettive inconsuete per noi europei. «A tracciare la via del futuro è proprio il nuovo immaginario comune e evolutivo che porta gli italiani a leggere le poesie e i racconti degli scrittori migranti, a vedere i loro film e ad ascoltare la loro musica, arrivando a pensare infine che questo nuovo immaginario è veramente comune. È creato e assimilato, infatti, da noi tutti insieme, perché viene prodotto mutuamente da “stranieri” e italiani, circolando tra tutti noi, nella nostra lingua comune, nella musica, nel cinema e nel teatro fatti insieme e per tutti noi insieme. Questa impresa culturale comune sta formando la cultura del nuovo immaginario, per merito del quale noialtri italiani non siamo più soli e partecipiamo meglio del mondo» (dalla Prefazione di Armando Gnisci al volume Nuovo Immaginario Italiano).

 

Dopo quasi 20 anni di esperienza nell’editoria per ragazzi, Sinnos si propone di portare la consueta attenzione all’interculturalità che la contraddistingue in un nuovo settore: quello della saggistica, nel proposito di riflettere consapevolmente su quelli che da sempre sono i motivi conduttori del suo lavoro.

 

“Nuovo Immaginario Italiano” si rivolge a un pubblico universitario ma anche a tutti i lettori che vogliono approfondire i temi legati a questa nuova «terra che si va formando sotto i nostri piedi». L’obiettivo di questo progetto editoriale – curato dal Professor Armando Gnisci, uno dei principali studiosi italiani di letteratura comparata, e da Nora Moll – è infatti quello di avviare una riflessione nuova, che faccia discutere, pensare e che aggiunga punti di vista originali attraverso libri che si configurano come validi strumenti di analisi della realtà contemporanea e allo stesso tempo preziosi sussidi didattici per stimolare il senso critico degli studenti in una prospettiva intercultuale.

 

“Nuovo Immaginario Italiano” esordisce con due volumi: il primo, scritto da Maria Cristina Mauceri e Maria Grazia Negro, porta lo stesso titolo della sezione; Nuovo Immaginario Italiano, appunto; il secondo, L’educazione del te, è opera dello stesso Gnisci.

 

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volumi pubblicati:

 

armando gnisci |
l’educazione del te

ISBN 978-88-7609-151-3, pp. 144, offerta promozionale per chi compila la cedola allegata euro 13,00

 

Il libro
«Platone da qualche parte ha scritto (cito dalla mia memoria): “Se uno con la parte migliore del proprio occhio – la pupilla – guarda la parte migliore dell’occhio dell’altro, vede sé stesso”».
È così che si apre questo nuovo, prezioso volume di Armando Gnisci che trae spunto dalla sopra citata sentenza di Platone per capovolgerne e contraddirne l’assunto fondamentale che ha costituito «il centro immaginario del pensiero unico ed egocentrico della nostra civiltà bianca europea». Per questo l’autore propone di sostituire l’ultima frase – “vede sé stesso” – con “vede l’altro: te”. Il risultato è visibilmente diverso: «Se uno con la parte migliore del proprio occhio – la pupilla – guarda la parte migliore dell’occhio dell’altro, può vedere finalmente l’altro: te; te che stai guardando me».
In questa prospettiva tesa a definire una nuova educazione alle relazioni umane – che trovano nella letteratura un ambito privilegiato – si articolano i 6 saggi che compongono il volume e che si snodano lungo un filo conduttore: «mostrare qualche traccia del passaggio dalla considerazione dell’altro, come prossimo umano di ognuno di noi, a quella dell’altro che diventa “tu”, nell’orizzonte della coscienza di specie e in modo che essa si sappia definire come assemblea di tutti i tu».

 

L’autore
Armando Gnisci. (1946-) è professore associato dal 1983 di Letterature comparate nel Dipartimento di Italianistica e spettacolo della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “Sapienza” di Roma.
Dall’anno accademico 2004-2005 insegna anche “Letterature africane postcoloniali” e “Letteratura e Interculturalità” alla “Sapienza” e alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Venezia.
Ha istituito, nel 1997, e gestisce la Banca dati BASILI, dedicata agli scrittori immigrati in Italia che scrivono in italiano. Il progetto è stato finanziato dal CNR e dal Dipartimento di Italianistica e spettacolo della Sapienza. Dirige la rivista on line Kúmá. Creolizzare l’Europa. I suoi scritti sono tradotti in 12 lingue.

 

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maria cristina mauceri maria grazia negro |
Nuovo Immaginario Italiano

ISBN: 978-88-7609-150-6, pp 336, offerta promozionale per chi compila la cedola allegata euro 20,00

 

Il libro
Gli scrittori italiani contemporanei come rappresentano gli stranieri arrivati recentemente in Italia? E gli scrittori migranti come ci vedono e come si vedono interagire con noi?
Sono questi gli interrogativi da cui traggono spunto le due autrici per la loro analisi comparata della letteratura autoctona e di quella migrante. Il volume rappresenta una novità assoluta nella ricerca interculturale in Italia, sia per la quantità e la varietà dei testi considerati, sia per la completezza dell’arco temporale, che parte dal 1990, data di nascita della letteratura italiana della migrazione.
L’esame di alcune tipologie di figure dello straniero immigrato utilizza un innovativo metodo di ricerca: i testi degli scrittori italiani sono contrappuntati con quelli degli scrittori migranti, in una specie di colloquio interculturale che le autrici propongono come esercizio all’ascolto e all’interpretazione dell’incontro – pratica vitale in una società europea in via di creolizzazione. L’immagine dell’Italia che emerge da questo saggio è quella di una nazione che, pur avendo rimosso il proprio passato di emigrazione, sta lentamente aprendosi ai cambiamenti apportati dalla presenza di comunità straniere sul suo territorio. Un libro importante per riflettere sul ruolo della letteratura, che racconta e dà senso ai mutamenti della società italiana e prospetta possibili scenari di come essa sotto l’impatto della Grande Migrazione stia cambiando e vada rinnovandosi.

 

Le Autrici
Maria Cristina Mauceri. Nata a Genova, si è da sempre interessata all’alterità, prima in Italia dove ha insegnato Germanistica all’Università di Salerno e di Genova, poi trasferendosi in Australia dove è Cassamarca Lecturer presso il Dipartimento di Studi Italiani all’Università di Sydney. Attualmente è Honorary Research Fellow all’Università di Birmingham (UK). I suoi interessi di ricerca comprendono la storia dei temi letterari e i rapporti interculturali ma la sua grande passione è la letteratura della migrazione in italiano.
Sugli scrittori migranti translingui ha scritto diversi saggi e interviste apparsi su riviste italiane ed extraeuropee: Kúmá. Creolizzare l’Europa, El-Ghibli, Letture, Italica, Studi di Italianistica dell’Africa Australe. Ha collaborato a Nuovo Planetario Italiano. Geografia e antologia della letteratura della migrazione in Italia e in Europa (a cura di A. Gnisci), la prima cartografia degli scrittori e delle letterature migranti provenienti da tutti gli angoli del pianeta e scritte in italiano, pubblicato da Città Aperta nel 2006.

 

Maria Grazia Negro. Nata a Bressanone, si è laureata prima in Filosofia e poi in Lingue e Culture dell’Eurasia e del Mediteraneo a Venezia. Dopo aver lavorato diversi anni all’Università di Casablanca e all’Università di Salisburgo, si è da pochissimo trasferita a Istanbul per insegnare all’Università. Ha pubblicato nel 1998 La spina nel cuore. La figura di Margarete Maultasch tra Otto e Novecento, un volume collettivo sull’esplorazione dell’immaginario letterario-artistico che si è sedimentato intorno a Margarete Maultasch, figura di regnante decisiva per la storia medievale del Tirolo.
Negli ultimi anni ha pubblicato articoli per le riviste Problemi in Psichiatria, Rassegna e Kúmá. Creolizzare l’Europa e nel 2008 ha scritto la Postfazione alla raccolta poetica prugni di Barbara Pumhösel.
I suoi campi di ricerca si orientano verso la letteratura comparata contemporanea e verso la letteratura della migrazione in italiano, con particolare riferimento agli scrittori arabofoni.

 

 

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lorenzo luatti |
E noi? Il "posto" degli scrittori migranti nella narrativa per ragazzi

prefazione di Armando Gnisci

ISBN 978-88-7609-176-6, pp. 224, euro 19,50

 

Il libro
Nel panorama della letteratura migrante, la produzione maggioritaria (e con maggior visibilità mediatica) è quella dedicata agli adulti. Vi
è però anche un corpus di opere narrative per l’infanzia ancora in attesa di analisi e riconoscimento: è un terreno del tutto inesplorato
(non ci sono studi approfonditi, né brevi contributi), nonostante la letteratura italofona degli stranieri in Italia per bambini e ragazzi abbia
al suo attivo alcune prove letterarie importanti. Le opere di questi autori migranti, le loro parole, i loro disegni spesso ci aiutano ad
avvicinarci a mondi, visioni e tematiche in modo nuovo, partendo da altri punti di vista, con profondità, intensità e grande sensibilità;
mettono allo scoperto le caratteristiche storico-sociali della società di approdo, ci spingono ad aff rontare un tema, quello delle identità
altrui assai scomodo, scivoloso e sconosciuto, perché rinvia alla questione delle nostre identità, dell’identità italiana. Siamo (e saremo)
capaci di ascoltarli?

 

Indice del volume

Prefazione, di Armando Gnisci
Introduzione, di Lorenzo Luatti
1. La letteratura italiana della migrazione nella
narrativa per ragazzi
1.1 Uno sguardo al passato-presente-futuro
1.2 E poi ci sono gli scrittori migranti per ragazzi
1.3 Questo libro. Oggetto e ambiti di studio
2. Nuovi autori in lingua italiana nella narrativa per
ragazzi. Poetiche e linguaggi
2.1 La scrittura come strumento di ambientamento e crescita
2.2 Parole, disegni, grafi ca: i linguaggi della letteratura per
l’infanzia
2.3 Fasi, temi, autori, editori: uno sguardo d’insieme
3. Fiabe, favole, miti, leggende della tradizione
3.1 Uno strumento di conoscenza e convivialità
3.2 I più numerosi: i narratori africani
3.3 Dal resto del mondo
3.4 Fuad Aziz e la “cultura della fi aba”
4. La narrativa di testimonianza
4.1 Introduzione
4.2 I Mappamondi, longevi pionieri
4.3 Altri autori, altre opere
5. Il racconto di fantasia
5.1 L’Africa favolosa e amara di Paul Bakolo Ngoi
5.2 Stupore ed estro nell’arte di Fabian Negrin
5.3 L’incanto poetico dei Dromedari: Pierre Hornain e Florence
Faval
5.4 Perduta e ritrovata: la vocazione per la scrittura in Georg Maag
5.5 Altri autori, altre opere
5.6 Scrittori migranti per adulti che scrivono per ragazzi
6. Spaesamenti e multiple appartenenze. Quando a
scrivere sono i fi gli dell’immigrazione
6.1 Riconoscere e riconoscersi
6.2 Le mille gradazioni dell’identità: i romanzi di Randa Ghazy
6.3 Nato tra due Sud: i racconti di Alessandro Ghebreigziabiher
6.4 Altri autori, altre opere
Cronologia delle opere primarie
Profi li biografi ci degli autori antologizzati
Bibliografi a
Nota biografi ca

 

L’autore
Lorenzo Luatti è ricercatore dei processi migratori e delle relazioni interculturali presso il Centro di Documentazione Città di Arezzo e
Oxfan-Italia. È autore di numerosi libri e contributi in riviste e libri collettanei sui temi di sociologia dell’immigrazione, letteratura della
migrazione, pedagogia e didattica interculturale, mediazione linguistico-culturale, documentazione interculturale... Tra i più recenti: L’intercultura
dalla A alla Z
, con G. Favaro (Angeli, 2004); Il tempo dell’integrazione, con G. Favaro (Angeli, 2008), Educare alla cittadinanza attiva
(Carocci, 2009).

 

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domenico verdoscia |
Maghreb-Italia. Vite e voci migranti

prefazione di Annamaria Rivera

ISBN 978-88-7609-177-3, pp. 160, euro 16,00

 

Il libro
Chi sono realmente gli immigrati presenti nel nostro paese? Che rapporti mantengono con il loro paese d’origine, con la loro cultura, con
le loro famiglie? Quali sono i loro progetti per il futuro? In che modo entrano in relazione con la realtà italiana?
Sono le risposte a queste domande che Domenico Verdoscia cerca di ottenere seguendo personalmente, per una decina di anni, le
vicende di cinque immigrati maghrebini, vivendo e viaggiando con loro qui e là, nei luoghi e nelle società tanto di provenienza quanto
di approdo.
A rendere possibile la raccolta delle testimonianze sono stati soprattutto gli incontri, i legami di amicizia, i viaggi, le esperienze realizzate
con le persone intervistate, il bilinguismo arabo/italiano: per restituire, con chiarezza discorsiva, il senso dei vissuti individuali e collettivi
dei protagonisti di queste storie.
Un’appassionante indagine, costruita attraverso un metodo che contrasta la retorica che annega le individualità degli immigrati in categorie
totalizzanti e di solito negative.

 

Indice del volume

Prefazione, di Annamaria Rivera
Introduzione

1. Quadri di riferimento metodologici e demografici

2. Il mito del commercio nel mito dell’emigrazione:
l’esempio di Jamel

3. Resistenza e mutamento: le scelte contrapposte
4. Migrare nell’immigrazione. Il ruolo della famiglia e dell’etnicità nelle esperienze di Abdelkader e Saber, due cugini emigranti
Conclusioni
Bibliografia
Nota biografica

 

L’autore
Domenico Verdoscia, nato a Bari nel 1973, da diversi anni collabora alle attività didattiche e di ricerca delle cattedre di etnologia e antropologia
sociale dell´Università di Bari. Ha svolto e svolge ricerche sul campo in Marocco e in Tunisia. Ha pubblicato diversi saggi; attualmente
è dottorando di ricerca in “Filosofi e e teorie sociali contemporanee” presso l´Università di Bari.

 

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Per maggiori informazioni potete scrivere a eliacrivelli@gmail.com

 

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